Il rischio professionale dei tennisti? Le minacce di morte che ricevono dagli scommettitori

Stefano Napolitano, tennista professionista sebbene partecipi a tornei minori, ha perso una partita. Alcune persone che avevano scommesso su di lui, hanno perso dei soldi che pensavano di avere già in tasca. E hanno sbroccato.

di: Guido Tedoldi

Se un giocatore di tennis professionista perde un incontro, riceve minacce di morte via web da chi aveva scommesso su di lui. Ma se vince le cose non vanno meglio: riceve minacce di morte da chi aveva scommesso contro di lui. Queste cose passano perlopiù sotto silenzio, ma capita che qualcuno denunci. Lo ha fatto Stefano Napolitano, dopo aver perso una partita al torneo di Quimper, in Francia, lo scorso 1 febbraio. Lui nella classifica mondiale è numero 172, il suo avversario in quella partita, il russo Aslan Karatsev, n. 255. Napolitano ha perso e ha ricevuto minacce pubbliche e private (del genere: «Muori di cancro» e «Ti prendo e ti spacco il cranio» – come ha riportato Riccardo Crivelli su la Gazzetta dello Sport del 3 febbraio).

A quel punto Napolitano ha denunciato la cosa alla polizia postale italiana e alla Tiu, la Tennis integrity unit che è l’organismo internazionale deputato a controllare certe situazioni. Il problema è che le minacce erano anonime per cui le autorità «non possono fare niente» ha detto Napolitano in un’intervista pubblicata da Fabio Tonacci su la Repubblica del 3 febbraio. «Quindi blocco le persone che mi offendono, così non mi possono più scrivere. Anche perché se dovessi stare dietro a tutti non farei altro». Di solito gli sembrava sufficiente questo, ma stavolta ha scritto un messaggio su Twitter rivolto ai «maleducati e senza alcun tipo di valore morale» per farli smettere. Anche perché lui andrà avanti per la sua strada professionale – in cui le partite si vincono e si perdono. Tutti vorrebbero vincere sempre, ma non si può.

Che il fenomeno sia generalizzato a livello mondiale lo ha rivelato Crivelli nel suo articolo sulla Gazza, facendo numerosi nomi di tennisti coinvolti. A cominciare da Rebecca Marino, che nel 2011 era numero 38 femminile ma si ritirò a 22 anni d’età a causa della depressione. Tra le ragazze, hanno parlato del problema le attuali n. 2 e n. 4 del mondo, Angelique Kerber e Simona Halep, tra i ragazzi il sudafricano Kevin Anderson e l’australiano Sam Groth. Quindi sia giocatori ai vertici delle classifiche, costantemente ripresi dalle televisioni, sia lontani dai primi posti.

Napolitano, per esempio, è n. 7 in Italia (qui la sua scheda sul sito web TennisLive, al link: http://www.tennislive.it/atp/stefano-napolitano/) quindi non fa parte nemmeno della squadra di Coppa Davis. Attualmente ha 21 anni ma partecipa a tornei da quando era quindicenne, nel 2010. In carriera ha vinto 101˙459 dollari statunitensi di premi, e ha vinto 2 tornei di singolare e 2 di doppio – ma della Itf, che è un circuito secondario del tennis internazionale, con giocatori meno forti rispetto all’Atp che è il circuito principale.

Eppure c’è chi, invece di rispettare il suo lavoro, preferisce insultarlo. Come se essere cattivi fosse un valore morale.

Autore: Guidoio

Sono un blogger, e ho un'idea circa quello che significhi e che, per qualche tempo, tenterò di far significare nel futuro. Sono nato nel 1965, nella provincia bergamasca, in una famiglia operaia (all'epoca esistevano). La televisione in bianco e nero entrò in casa mia quando ero bambino, il telefono arrivò dopo. Nella mia prima vita sono stato barista, operaio, venditore di libri. Nella seconda vita sono stato giornalista, ho aperto un giornale su carta, non mi sono adeguato alle usanze della tribù. Adesso apro questo sito, con un obiettivo che mi pare plausibile e la curiosità di vedere come potrà concretizzarsi.

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