L’uomo che pescava, e a cui dicevano che poteva pescare di più

Per quale scopo facciamo quello che facciamo? Forse una risposta si può trovare in una storiella da libro motivazionale.

di: Guido Tedoldi

Per quale scopo facciamo quello che facciamo? Io me lo domando da quando ero bambino – forse è la prima domanda che mi sia mai posto nella vita. Anni fa lessi una storiella che forse contiene una risposta adeguata. Il libro in cui l’ho letta era di quelli «motivazionali», che dovrebbero servire a rivelare un senso alla vita. Non sempre ci riescono, spesso scivolano via senza lasciare traccia nella memoria. Ma ogni tanto… be’, funzionano.

Questa storiella racconta di un uomo che pescava, e di un amico che tentava di convincerlo a pescare di più.

«Sei bravo» diceva l’amico «guarda lì quanti pesci hai tirato su, solo con la canna e stando seduto all’ombra di un albero. Non hai fatto sforzi, eppure…».

L’uomo guardava il secchiello dove aveva messo i pesci, e in effetti sì, vedeva anche lui che ne aveva pescati un bel po’.

«Potresti farne un mestiere» continuò l’amico «oltre a pescare per te puoi pescare per altri, portare il pesce al mercato e venderlo».

«E poi?» domandò l’uomo.

«Be’, ci costruisci intorno un’attività. Puoi assumere altri pescatori, allargare il giro, guadagnare di più».

«E poi?».

«Oh, si possono realizzare tante cose. Puoi comprare barche per aumentare la quantità del pescato, allargare il giro di mercati da rifornire, addirittura aprire una fabbrica di confezionamento…».

«E poi?».

«Be’, diventi ricco, no? Più il giro si allarga, più soldi guadagni… e quando hai un sacco di soldi puoi fare quello che vuoi…».

«Quello che voglio, dici?».

«Sì! Fai lavorare gli altri nelle tue fabbriche mentre tu puoi fare quello che ti va… Chessò, prendi una canna e vai a pescare al fiume, seduto tranquillo sotto un albero, al fresco…».

«Già… e cosa sto facendo, adesso?».

Quell’uomo stava facendo quello che voleva, no? Senza sforzo. Senza aver trascorso mesi o anni a non fare quello che voleva, in attesa di comprarsi il tempo per fare ciò che voleva.

A quale scopo si guadagnano i soldi?

Non è la felicità personale, ciò cui si ambisce?

Non è la potenza personale, ciò che può rendere possibile il fare ciò che si vuole?

Ok, finora ho parlato di pescare con la canna. Ma non è mica un’attività desiderabile per tutti. A me, per esempio, non attrae. Quando ci ho provato mi sono cacciato ami sotto la pelle, ho ingarbugliato lenze e cose così. A me riescono bene altre cose, tipo leggere, e mi danno decisamente più soddisfazione. Uno scalatore godrà dell’andare in montagna, un elicotterista… ecc.

Il senso della propria vita, ognuno lo trova da sé.

Lo scopo.

La felicità.

Autore: Guidoio

Sono un blogger, e ho un'idea circa quello che significhi e che, per qualche tempo, tenterò di far significare nel futuro. Sono nato nel 1965, nella provincia bergamasca, in una famiglia operaia (all'epoca esistevano). La televisione in bianco e nero entrò in casa mia quando ero bambino, il telefono arrivò dopo. Nella mia prima vita sono stato barista, operaio, venditore di libri. Nella seconda vita sono stato giornalista, ho aperto un giornale su carta, non mi sono adeguato alle usanze della tribù. Adesso apro questo sito, con un obiettivo che mi pare plausibile e la curiosità di vedere come potrà concretizzarsi.

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