Dossier Tour de France 2018

Qualcosa che so, e di più scriverò se saprò, sul Tour di quest’anno

di: Guido Tedoldi

Chris Froome

Il prossimo sabato 7 luglio partirà il Tour de France 2018. Cioè, dovrebbe. In effetti la competizione è cominciata a parole e a carte bollate già da tempo. In ballo c’era la partecipazione di Chris Froome, uno dei favoriti, e già vincitore in carriera di 4 Tour, 1 Giro d’Italia e 1 Vuelta España (maggiori informazioni sulla pagina della Wikipedia dedicata al corridore, al link: https://it.wikipedia.org/wiki/Chris_Froome).

In effetti i problemi sono cominciati 10 mesi fa, quando Froome vinse la Vuelta 2017 – ma in un controllo antidoping effettuato durante la corsa gli furono rilevati livelli di salbutamolo nel sangue doppi rispetto a quelli consentiti. (Il salbutamolo è un farmaco per la cura dell’asma. Se un atleta è malato di asma, e Froome lo è, come del resto numerosi altri sportivi anche di vertice, può usare il farmaco ma al di sotto di una certa soglia. Lui, in quel giorno in Spagna, la superò).

Froome e la sua squadra hanno fatto ricorso. I tempi dei tribunali sportivi sono più brevi di quelli dei tribunali ordinari, ma da allora si attendeva ancora una sentenza. Nel frattempo Froome ha partecipato, nel maggio 2018, al Giro d’Italia, e l’ha vinto. Gli organizzatori del Tour 2018 hanno deciso motu proprio che, senza sentenza, Froome non avrebbe corso in Francia quest’anno. Di nuovo Froome ha fatto ricorso e il tribunale d’urgenza gli ha dato ragione. Potrà partecipare al Tour 2018.

In caso di vittoria, Froome riscriverebbe il libro dei record. Sarebbe il suo 4° Tour consecutivo e farebbe un filotto di 5 grandi giri consecutivi vinti in 2 anni. Tutto bello, guardando acriticamente da appassionati di ciclismo. Ma anche tutto pericoloso, considerato che negli ultimi anni tante grandi imprese del ciclismo (i 7 Tour consecutivi vinti da Lance Armstrong, per esempio) si sono rivelate praticamente delle truffe.

Il percorso

Il percorso del Tour 2018, a prima vista, è una sciocchezza (perlomeno a giudicare da come lo ha riportato la Gazzetta dello Sport cartacea del 5 luglio). Le prime 9 tappe, fino al 15 luglio, sono piatte. Le seconde 10, fino al 27 luglio, sono piene di salite, con 3 arrivi in quota. Segue una cronometro individuale e l’ultima tappa a Parigi.

Le cronometro sono 2. Una a squadre, il 3° giorno, di 35,5 Km, e quella individuale del penultimo giorno, di 31 Km. Cioè, la kermesse a squadre è più lunga di quella individuale, pur se la classifica finale individuale ha molto più valore di quella a squadre. Tra le tappe di montagna ce ne sono 2 «brevi ma intense», nel senso che una è lunga 108,5 Km ma ha 4 gran premi della montagna, l’altra è ancora più breve, 65 Km, ma di gpm ne ha 3. Entrambe sono programmate di mercoledì, e sono evidenti esperimenti televisivi.

Da parte degli organizzatori disegnare corse a tappe in questo modo, con crono brevi e tappe di montagna ammucchiate, è quasi una forma di autodifesa: il tipo di corridore favorito degli ultimi anni (almeno da Indurain in poi) è stato il cronoman in grado di tenere in salita. Nell’ultimo paio d’anni la tendenza è stata confermata dallo stesso Froome, 5 volte bronzo a crono tra Olimpiadi e Mondiali dal 2012, e da Tom Dumoulin, vincitore del Giro 2017 e 2° in quello 2018, e 4 volte sul podio a crono tra Olimpiadi e Mondiali dal 2014. Di fatto l’ultimo scalatore a primeggiare è stato Marco Pantani – nel 1998, un ventennio fa.

Chi disegna una corsa con crono lunghe e poche montagne rischia di demotivare gli scalatori.

Autore: Guidoio

Sono un blogger, e ho un'idea circa quello che significhi e che, per qualche tempo, tenterò di far significare nel futuro. Sono nato nel 1965, nella provincia bergamasca, in una famiglia operaia (all'epoca esistevano). La televisione in bianco e nero entrò in casa mia quando ero bambino, il telefono arrivò dopo. Nella mia prima vita sono stato barista, operaio, venditore di libri. Nella seconda vita sono stato giornalista, ho aperto un giornale su carta, non mi sono adeguato alle usanze della tribù. Adesso apro questo sito, con un obiettivo che mi pare plausibile e la curiosità di vedere come potrà concretizzarsi.

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